Archivio per gennaio, 2009

Where can I live?

Amici,

siamo stati piuttosto impegnati recentemente con un progetto molto interessante.

Settimana scorsa abbiamo infatti lanciato un nuovo sito. Con Where can I live? e’ possibile definire un budget ed un tempo di trasferimento, e saranno automaticamente individuate le zone che consentono di trovare una casa che soddisfi questi parametri. Il tutto chiaramente integrato e visibile su una mappa di OpenStreetMap.

Where can I live?

Where can I live? e’ disponibile al momento solo per Londra, ma e’ un ottimo esempio di utilizzo dell’API di Nestoria. Altri utilizzi del nostro motore di ricerca immobiliare sono consultabili sulla pagina di Lokku Labs.

Vorremmo ringraziare Christopher Osborne, che ha avuto l’idea originariamente, e con cui abbiamo collaborato durante tutte le fasi del lavoro.

Leggi anche questi post, simili a Where can I live?:

Aggiornamento dinamico!

Amici,

Abbiamo lavorato parecchio in questo periodo (si’ lo sappiamo che c’erano le vacanze di mezzo, ma noi si e’ lavorato comunque…), concentrandoci sulla facilita’ di utilizzo del sito.

Dopo un periodo di testing (durante il quale Nestoria Deutschland ci ha fatto da “cavia”) abbiamo finalmente mandato live in testing gli aggiornamenti delle nostre pagine dei risultati. Come da nostra vocazione, la novita’ rendera’ piu’ semplice la vostra ricerca immobiliare. Utenti innanzitutto…

Non sara’ piu’ necessario, infatti, cliccare sul tasto “Aggiorna la tua ricerca” (che infatti abbiamo rimosso) una volta modificate le coordinate e il livello di zoom sulla mappa, oppure i filtri. Le proprieta’, invece, si aggiorneranno automaticamente, rendendo il processo piu’ semplice e rapido.

Leggi anche questi post, simili a Aggiornamento dinamico!:

Le Interviste di Nestoria – Federico Feroldi – Cloudify

Amici di Nestoria,

Iniziamo subito il nuovo anno nel migliore dei modi con un’intervista fresca fresca. Questo mese e’ con noi Federico Feroldi, fondatore di Cloudify. Federico ha esperienza di qualita’ e quantita’, dal ‘99 ha lavorato per grosse realta’ come Jumpy, Fastweb e Yahoo! Italia, dove e’ rimasto per 6 anni. Si sta ora concentrando sui sistemi di raccomandazione, sulle architetture scalabili ed il cloud computing. Da poco ha fondato Cloudify, il cui obiettivo è quello di assistere le aziende nell’integrazione delle loro infrastrutture IT con tecnologie di cloud computing.

Federico, grazie per aver trovato il tempo di parlare con noi.

1. Innanzitutto, che cos’e’ il cloud computing?

Una “cloud” è semplicemente un insieme di risorse di elaborazione e storage di dati che possono essere utilizzate a richiesta in base a specifiche necessità. Con “cloud computing” vengono identificate tutte le tecnologie che permettono di costruire applicazioni ed infrastrutture informatiche che fanno uso di queste risorse in modo dinamico, siano esse all’interno che all’esterno dell’azienda. Infine tramite le tecnologie di “cloud computing” è possibile creare delle vere e proprie centrali di elaborazione dati, minimizzando i costi di gestione dell’hardware e massimizzandone l’utilizzo grazie allo sfruttamento delle economie di scala.
La capillarità di Internet e l’affidabilità delle connessioni a banda larga che si sono diffuse in questi ultimi anni stanno rendendo concreta la possibilità di accedere alle risorse di elaborazione e di storage messe a disposizione dai fornitori di cloud, esattamente come, all’inizio del ventesimo secolo grazie alla creazione delle reti di distribuzione elettrica, le industrie smisero di produrre energia ed iniziarono ad acquistarla dai grandi produttori.

2. Che opportunita’ puo’ offrire a grosse aziende affermate e piccole startup come Nestoria?

In questo periodo di crisi economica ogni tipologia di azienda si trova nella necessità di dover ottimizzare i costi superflui, cercando di massimizzare l’utilizzo delle proprie risorse ed eliminando gli sprechi dov’e’ possibile farlo.
Le tecnologie di cloud computing permettono di eliminare i costi fissi di manutenzione di un data center, utilizzando la capacità di elaborazione e storage della “cloud” in modo assolutamente flessibile in base alle esigenze del momento.
Un caso tipico è quello di una media o piccola azienda nel mercato dell’e-commerce che normalmente dovrebbe acquistare e gestire una quantità di server e di storage che le permetta di affrontare i periodi di picco di utilizzo come il Natale, per poi utilizzarne solo una frazione durante il resto dell’anno. Grazie alla flessibilità del cloud computing la stessa azienda potrebbe pianificare la propria infrastruttura per gestire le richieste nei periodi non di picco per poi aggiungere capacità di elaborazione quando necessario, pagando solo per l’utilizzo effettivo delle risorse.
Il vantaggio per le piccole startup è ancora più evidente se si pensa alle difficoltà di acquisire i finanziamenti necessari all’approvigionamento dell’hardware utilizzato per l’erogazione di un nuovo servizio. Grazie alla flessibilità del cloud computing le piccole startup possono sperimentare ed acquisire capacità di elaborazione in modo espremamente flessibile e scalabile senza praticamente nessun costo iniziale.

3. Cosa ti ha spinto a fondare la tua compagnia? E come mai in questo momento?

Inanzitutto creare una mia attività è sempre stato un sogno, un pensiero che mi ha accompagnato da quando ho iniziato a lavorare nel mondo del web. Inoltre le esperienze acquisite in questi ultimi anni all’interno di grosse aziende come Yahoo! mi hanno trasferito un po’ di quello spirito tipico della Silicon Valley che mi ha spinto a decidere di dare finalmente realtà a questo sogno.
Sono inoltre convinto che questo particolare periodo di crisi economica sia una grossa opportunità per chi vuole mettersi in proprio e creare un’attività. La necessità di ottimizzare i costi aziendali e di massimizzare i profitti darà una grande spinta all’utilizzo di tecnologie di cloud computing e di business intelligence, nonchè all’abbandono di software basati su licenze in favore dell’utilizzo di servizi on demand “a consumo” creando così moltissime opportunità di sviluppo e innovazione.
Infine, forse l’unico aspetto positivo dei numerosi licenziamenti avvenuti nelle società tecnologiche della Silicon Valley è stata la grande quantità di persone ricche di professionalità che ora sono in cerca di nuove opportunità da cogliere rendendo così più facile il recruiting di risorse valide per sviluppare nuovi servizi.

4. Cosa pensi possa fare Nestoria per affrontare al meglio il competitivo mercato immobiliare italiano, specialmente in questo momento di incertezza?

In Italia quando si parla di immobili si parla quasi sempre di mutui e di banche e su questo argomento c’è tantissima disinformazione, soprattutto tra i giovani.
Un servizio che sia in grado di integrare tutti i passi necessari per cercare ed acquistare una casa in base alle proprie esigenze e gestire tutti i servizi ad essa legati come acqua, gas e broadband sarebbe secondo me un salto di qualità enorme rispetto al panorama odierno in questo settore.

Federico, ancora grazie per la tua disponibilita’ e per aver condiviso con noi le tue considerazioni, di cui faremo sicuramente tesoro. Ti facciamo un grosso in bocca al lupo!

Leggi anche questi post, simili a Le Interviste di Nestoria – Federico Feroldi – Cloudify: