Tags

Le Interviste di Nestoria

Cerca su tutto Posterous questo tag »

Simon Wistow, Scribd - Le Interviste di Nestoria

Questo mese abbiamo il piacere di chiacchierare con Simon Wistow, amico di lunga data di Nestoria.Simon e' Senior Search Engineer a Scribd, il piu' grande sito di social publishing al mondo. In passato vanta, tra le altre cose, la sopravvivenza al primo ciclo di boom e decadimento del Dot.Com, esperienza da Senior Search Engineer a Yahoo!, e un periodo a Six Apart.

Simon, grazie per aver parlato con noi.

1) Scribd vanta uno dei data sets piu' ampi al mondo. Quali sono le sfide tecniche per una ricerca efficiente su un database di quelle dimensioni?

Il problema piu' immediato e' che i documenti sono molto grandi - la media de nostri documenti e' 10 pagine, vale a dire circa 3000 parole, o 21000 caratteri. Sono dimensioni di gran lunga superiori a quelle di una pagina web "standard", e di certo di un qualsiasi blog post. Di conseguenza i nostri indici sono molto piu' grandi, e quindi alcuni dei "trucchi" standard (come "spingere" l'importanza del titolo) devono essere calibrati meglio. Ad esempio, se un utente cerca "Alexander", un documento di una pagina con una sola frase e con il titolo che corrisponde esattamente al termine cercato non avra' la stessa "qualita'" di un documento di 20 pagine su Alessandro Magno e l'impero macedone.

Un altro problema che abbiamo e' costituito dal fatto che indicizziamo documenti di svariati tipi. Puo' essere molto complesso indicizzare tesi di laurea in PDF e presentazioni in PowerPoint, poiche' hanno densita' di informazioni molto differenti. Ma la densita' non si trasforma automaticamente in qualita'. Come se non bastasse, dobbiamo maneggiare documenti in oltre 70 lingue, e diversi livelli di privacy (documenti pubblici e privati, ordinati per l'acquisto e gratis). 

In questo senso, un sistema di tipo PageRank non e' detto funzioni. Piccole compagnie come Scribd riescono a lavorare con volumi di dati che solo grosse multinazionali riuscivano fino a pochi anni fa.

2) Quali sono i trend che vedi nella ricerca?

Se nell'immobiliare la sola cosa che conta e' location, location, location, allora nella ricerca e' contesto, contesto, contesto. E parte del contesto e' la location. Se cerco "taqueria" e' un termine piuttosto vasto. Ma se sai che sto cercando dal mio cellulare, e che in questo momento sono nel distretto Mission a SF, allora puoi darmi risultati di una qualita' molto piu' alta. E piu' sai di me migliori i risultati che puoi darmi. Se cerco "polish" pupoi darmi risultati diversi se sai che ho appena comprato un tavolo su EBay o se ho appena prenotato un volo per Cracovia.

Ci sono nuove tecnologie che stanno dando risultati quasi incredibili. Latent Semantic Indexing e Contextual Network Graphs danno risultati che fanno quasi paura - consigliandoti documenti che riguardano lo stesso concetto che stavi cercando, e non documenti che contengono gli stessi termini. Anche algoritmi di classificazione come Support Vector Machines sono molto interessanti.

3) Una teoria nel mondo della ricerca afferma che la ricerca (e l'organizzazione delle informazioni in generale) andra' "social" con Twitter, Facebook e altre piattaforme indicate come il "futuro" dell'organizzazione delle informazioni. Come la vedi?

L'opportunita' che siti come Facebook e Twitter presentano e' quella di un mondo che si muove molto piu' rapidamente. Una volta Google re-indicizzava tutto ogni 40 giorni o giu' di li', ora aggiungono contenuti in tempo reale tramite Twitter. Questo porta a dover riflettere sulle tempistiche degli indici e sulla duplicazione, ma consente anche di sperimentare ranking temporali, o "trending". Ancora una volta, e' importante il contesto. Se cerco qualcosa e poco dopo un mio amico cerca termini simili e' probabile che stiamo cercando la stessa cosa. Quindi possiamo ipotizzare che i risultati su cui ho cliccato siano piu' rilevanti per il mio amico. L'altra faccia della medaglia e' ovviamente la privacy. Se non ho effettuato il login e cerco una frase, ed ottengo risultati "normali", e poi faccio il login e cerco la stessa frase e ottengo un numero piu' alto di, diciamo, risultati "per adulti" e' a causa dei miei amici. Se ho un solo amico, be', e' stato scoperto. Nella stessa maniera se cerchi un posto per fare una festa e ottieni molti risultati relativci a feste a sorpresa, si rovinano gli sforzi dei tuoi amici per tenere segreta la cosa. Si potrebbe "risolvere" la cosa ad esempio usando questo tipo di dati solo se un utente ha un tot di amici. Ma "incidenti" come la "fuoriuscita" dei dati di AOL search, o i dati estratti da Netflix hanno dimostrato come anche con livelli alti di "masscheramento" alla fine e' possibile accedere a dati sensibili.

4) Prima di spostarti in California sei stato a lungo membro e organizzatore all'interno della comunita' Perl a Londra, e hai lavorato in diverse aziende high tech. Che differenze vedi tra Londra e la Silicon Valley?

In realta' vivo e lavoro a San Francisco, quindi non nella Valley, anche se ho molti amici li'. L'atmosfera in citta' e' leggermente diversa, nella Valley devi guidare per arrivare dappertutto quindi la situazione e' meno "social". Ad ogni modo, San Francisco (e tutta la zona della baia) e' diversa da Londra. In molti hanno gia' descritto la cosa in dettaglio, e non mi sono mai trovato in completo disaccordo con quanto scritto, ma neanche d'accordo al 100%. In generale, qui c'e' meno "stop energy": se hai un'idea, la gente ti ricoprira' di commenti entusiasti mentre a Londra magari cercherebbero di "calmarti" facendoti notare come l'idea non e' che sia poi cosi' intelligente. Ma la cosa non e' necessariamente negativa: se hai un'idea stupida a San Francisco rischi di non avere il tipo di feedback di cui magari avresti bisogno, situazione che porta ad avere idee e prodotti che ti fanno pensare cosa stesse pensando l'autore... Sembra quasi, a volte, ci sia una sorta di ignoranza verso gli insegnamenti del passato.

A parte questo, sono sorprendenetemente simili. In realta', c'e' un flusso talmente costante di gente che attraversa l'Atlantico che ora vedo amici piu' di frequente di quanto facessi a Londra!

Simon, grazie mille per i tuoi commenti. Siamo d'accordo su come tipi diversi di dati necessitino di approcci e tecnologie diverse per la ricerca. Se volete saperne di piu, vi invitiamo di seguite Simon, lo trovate come @deflatermouse.

Tra le interviste di Nestoria piu' recenti, Matteo La Rosa di Konkuri, Matteo Sutto de gliAffidabili e Kevin Burke di Smarta

Tags  //  Le Interviste di Nestoria  
Comments (0)
Posted by Matteo Starri 

Matteo La Rosa - Konkuri - Le Interviste di Nestoria

Amici, e' giunto il momento per una nuova intervista. Stavolta e' con noi Matteo La Rosa, direttore commerciale di Koinema, la compagnia dietro Konkuri.com, una nuova piattaforma per gestire tornei e competizioni online.

Matteo, grazie per aver trovato il tempo di parlare con noi.

1) Che cos'e' Konkuri, e cosa vi ha spinto a crearlo?

Konkuri é l'applicazione web ideale per gestire e pubblicare tornei di qualsiasi sport o gioco. Con Konkuri si può: creare il sito del torneo, generare il calendario o il tabellone, condividere risultati e classifiche, comunicare con visitatori e giocatori attraverso post e commenti. 

Il progetto nasce da una semplice necessità personale: volevamo organizzare un torneo tra amici e condividere i risultati on line. Abbiamo provato a cercare sul web una soluzione che ci soddisfacesse, ma tutte le applicazioni esistenti non rispondevano ai nostri bisogni di semplicità ed eleganza. Al tempo stesso, eravamo alla ricerca di un nuovo progetto da sviluppare, quindi…  abbiamo cominciato dal 2005 a fare una analisi molto approfondita del mondo dei tornei e dei competitor (tuttora in divenire) e a sviluppare l'applicazione, che abbiamo messo online nel Settembre del 2009.

2) In che cosa si differenzia Konkuri da altri servizi gia' presenti online?

Konkuri è per ora l'unica applicazione che vede il mondo dei tornei nella sua interezza, non guardando quindi solo al sito del torneo, ma anche alla gestione delle squadre, alle registrazioni online, alle strutture dove si giocano le partite, ecc. Attualmente online ci sono realtà che coprono (secondo noi male, ovviamente) solo uno di questi ambiti ma nessuna per ora ha il respiro che avrà Konkuri quando sarà portato a termine il suo sviluppo. 

3) Che risultati state ottenendo, soprattutto in Italia?

L'Italia è il nostro primo cliente, ma la nostra utenza è assolutamente internazionale. L'applicazione in questi nove mesi di vita ha raggiunto cifre di tutto rispetto: sono stati creati più di 30000 tornei di cui circa un quarto da utenti registrati. Gli utenti, dal momento che si parla di tornei non solo di sport, ma anche di fantasport, giochi, e videogiochi, vanno dai 16enni fino ai 50enni.

L'applicazione fino ad ora è stata promossa unicamente con attraverso il Social Media Marketing (Facebook, Twitter, Digg, Reddit, ecc.) e da settembre 2009 abbiamo ottenuto centinaia di recensioni da tutto il mondo, pensa che ad Agosto 2008 la parola Konkuri su Google non aveva risultati!

4) Che consigli vi sentireste di dare ad una startup che dovesse iniziare ora in Italia?

Avere tanta pazienza, lavorare sodo, e cercare di approfondire moltissimo l'ambito in cui si vuole sviluppare il proprio progetto. Infatti, il tempo di sviluppo di un progetto varia a seconda delle persone impiegate, ma il vantaggio di una startup sta nel suo tesoro intellettuale: noi è dal 2005 che studiamo i modelli di torneo, monitoriamo i competitor, ci scambiamo segnalazioni di best practice che possono servire allo sviluppo di Konkuri. 
Insomma, in poche parole, tanta, tantissima passione ed abnegazione!!

Ringraziamo Matteo e Nestoria che ci hanno ospitato e ovviamente invitiamo a tutti coloro che ci stanno leggendo a provare la nostra applicazione e ad utilizzarla per le loro attività sportive e di gioco, anche tra amici.

Grazie a voi Matteo! Invito anche io a provarlo personalmente se vi interessa la cosa. Da Fanta-allenatore quale sono, sicuramente impostero' la stagione 2010-2011 della mia Lega su Konkuri!

Tra le interviste di Nestoria piu' recenti, Matteo Sutto de gliAffidabili Kevin Burke di Smarta e Tiziano Fogliata di Motoricerca

Tags  //  Le Interviste di Nestoria  
Comments (0)
Posted by Matteo Starri 

Matteo Sutto - GliAffidabili.it - Le interviste di Nestoria

Amici di Nestoria,

e' giunto il momento di una nuova intervista e questa volta e' con noi Matteo Sutto, Marketing Manager de GliAffidabili.it. GliAffidabili e' un sito che cerca di avvicinare consumatori ed esercenti grazie aipareri degli utenti. Ma lasciamo a Matteo le presentazioni!

Matteo, ti ringraziamo per aver trovato il tempo di parlare con noi.

1) Che cos'e' GliAffidabili e cosa vi ha spinto a crearlo?

Gli Affidabili è un progetto di Galgo Srl, una società costituita nel 2008 ed operante nell'ambito dell'ICT con lo scopo di divenire un punto di riferimento sul web per tutti coloro che offrono e cercano servizi peer-to-peer affidabili. Affidabili in quanto garantiti dai giudizi e dai feedback di chi li ha già provati. Chi offre il servizio (idraulici, avvocati, babysitter, medici ed altre 70 categorie circa) può inserire gratuitamente il proprio profilo specificando la tipologia delle prestazioni offerte, trovare nuovi clienti e richiedere agli stessi di inserire un feedback e un commento sulla qualità del servizio ricevuto.

Il progetto é nato dall'esigenza quotidiana di dover trovare persone di cui fidarsi. Dalla baby sitter all'idraulico, dall'insegnante di ripetizione all'avvocato, sono mille le situazioni in cui ci siamo detti: "potrò fidarmi?" oppure "non sarà troppo caro?". Non sempre possiamo chiedere ad amici e parenti, ed allora quale mezzo migliore di internet per raccogliere opinioni da parte di una rete di utenti e conoscenti?  D'altra parte ci siamo abituati ormai da tempo a leggere su Internet i commenti e le opinioni degli utenti prima di comprare un libro, vedere un film, scegliere una vacanza o un hotel. Estendere questo approccio al mondo dei servizi in genere, dove é l'affidabilità e la competenza della persona a fare la differenza, é stato un passo naturale.

2) Che riscontro state ottenedo dalla community, e quanto e' importante per voi?

La community ha risposto in maniera estremamente positiva sin dal lancio dell'iniziativa nella primavera 2009. Con piccolissimi investimenti in comunicazione e basandoci prevalentamente  sul passaparola di utilizzatori soddisfatti del nostro portale stiamo superando la soglia dei 20.000 iscritti. Il numero di utenti con offerta che vengono contattati da potenziali clienti e di utenti che si collegano a GliAffidabili per trovare un fornitore "affidabile" in grado di risolvere le proprie esigenze quotidiane é in netto aumento. Data la natura del nostro portale, non rientra tra le nostre ambizioni quella di sviluppare una community dove gli utenti possano stringere nuove amicizie o dove poter passare ore di svago come é il caso di portali dove l'oggetto dei rating é costituito bar/ristoranti/discoteche (si veda Yelp quale esempio di maggior successo)

Il nostro obiettivo é duplice:
- per chi offre servizi: fornire uno strumento d'uso quotidiano che porti nuovi
lead gratuiti nel caso di utilizzo dei nostri servizi base o a pagamento nel caso di sottoscrizione ai nostri servizi premium. In questo secondo caso l'obiettivo é quello di fornire lead qualificati ai fornitori di servizio a fronte di spese di marketing facilmente monitorabili e decisamente inferiori a quelle necessarie per pubblicizzarsi su canali di marketing tradizionali (si pensi alle directory cartacee per esempio).
- per chi cerca servizi: fornire uno strumento rapido ed intuitivo da utilizzare ogni qualvolta si ricerchi un fornitore di servizi di cui ci si possa realmente fidare.

Un aspetto che vogliamo spingere maggiormente é la condivisione con il proprio circolo sociale delle proprie esperienze (positive o negative che siano) con i diversi fornitori di servizi con cui si ha avuto a che fare. In tal ottica stiamo sviluppando una nuova integrazione con Facebook che a breve vedrà la luce. Per il momento siamo presenti su Facebook tramite la nostra fan page

3) Quali sono le difficolta' che si incontrano nell'iniziare e realizzare un progetto del genere in Italia?

Le difficoltà sono tantissime ed emergono in tutta la lora portata solo una volta che il progetto viene concretamente lanciato. Per quanto riguarda l'Italia la difficoltà maggiore é probabilmente rappresentata dalla difficoltà a reperire fonti di finanziamento da Venture Capitalists. Gli investimenti in start ups tecnologiche in Italia sono infinitamente inferiori a quelle realizzati in Inghilterra, Germania, Francia ed altri paesi che ci piacerebbe poter definire "comparable", ma che comparable in fin dei conti non sono.

Tra le prinicpali difficoltà che una start up (in Italia o in qualsiasi paese) deve affrontare dopo aver incassato i consensi dei primi early adopter  vi é sicuramente  quella relativa alla distribuzione del proprio servizio. Riportiamo spesso una delle domande che Reid Hoffman, fondatore di Linkedin, é solito porre agli imprenditori che si presentano da lui alla ricerca di fondi: "How will you reach a massive audience?". Se non si riesce infatti ad attrarre una massa critica di utenti sul proprio sito il servizio sarà sempre destinato a rimanere solamente una bella idea (come sono soliti pronunciare i venture capitalist che reputano non vi sia una traction sufficiente a giustificare un loro investimento).

Per quanto ci riguarda, la risposta a tale domanda é data dal modello di partnership da noi lanciato a gennaio di quest'anno che prevede la distribuzione della nostra piattaforma in white-label/co-branding su numerosi siti partner. Tra gli enti più importanti con cui abbiamo già realizzato le prime partnerships vi sono ANSO (l'Associazione Nazionale della Stampa Online) e DeAgostini con il suo servizio DeAbyDay. Già che ci siamo vi anticipiamo che un'altra partnership particolarmente importante che ci aiuterà a diventare ancora più capillari sta prendendo forma...vi invitiamo a seguire il blog per scoprire di chi e di che si tratta :)

4) Come vi sembra si stia sviluppando la scena startup in Italia, e che consigli vi sentireste di dare a Nestoria?

Abbiamo notato che negli ultimi mesi, in particolare dall'inizio dell'anno, vi sono diverse iniziative atte a sviluppare un vero e proprio sistema imprenditoriale hightech in Italia. Sia con nuovi progetti online quali StartupItalia sia con iniziative offline come per esempio le Startup Night organizzate da Mikamai

Per quanto riguarda i consigli, come sottolineato precedentemente, riteniamo la distribzuone del proprio servizio l'ostacolo # 1 per il successo della propria iniziativa. Nel caso di un motore di ricerca immobiliare quale Nestoria il tema é ancora più delicato visto i numerosi competitors presenti sul mercato italiano da diversi anni. Oltre all'ottimizzazione SEO, molto importante potrebbe essere stringere forme di collaborazioni sinergiche con partner in grado di fornire servizi complementari a quelli offerti da Nestoria....per esempio con GliAffidabili ;)

Grazie Matteo per aver condiviso il tuo punto di vista e per i tuoi consigli. In bocca al lupo per tutto.

Tra le interviste di Nestoria piu' recenti, Kevin Burke di Smarta, Tiziano Fogliata di Motoricerca e Stefano Bernardi di theStartup.eu

Tags  //  Le Interviste di Nestoria  
Comments (0)
Posted by Matteo Starri 

Le interviste di Nestoria - Kevin Burke - Smarta

Questo mese abbiamo il piacere di parlare con Kevin Burke, COO di Smarta.com e entusiasta utilizzatore dei Social Media. Prima di Smarta, Kevin ha curato il business development europeo per Pluck, ed e' un ex-Yahoo!. Ha un BA in storia da WIlliams College e un MBA da INSEAD.

Kevin, grazie per aver trovato il tempo per parlare con noi.

1. Che cos'e' Smarta, e che problema risolve?

Smarta e' una risorsa per persone che vogliono iniziare un business o che hanno una piccola azienda. Siamo supportati da alcuni tra i principali imprenditori inglesi, tra cui Michael Birch (Bebo) e Theo Paphitis e Deborah Meaden (molto conosciuti grazie al programma "Dragons' Den"). Circa il 15% delle persone tra i 16 e 64 anni nel Regno Unito pensa di iniaizre un business, ed essere un imprenditore e' diventata la scelta di preferenza per gli studenti universitari. Attualmente, il mercato dei consigli per le startup e' dominato da servizi professionali che offrono consigli costosi e spesso mediocri e da organizzazioni governative come Business Link, il cui personale spesso non ha diretta esperienza nel settore. Smarta offre consulenza gratuita, pratica ed efficiente da veri imprenditori in forma di articoli how-to, video interviste e un network online. Si tratta di un luogo dove le persone possono trarre ispirazione, imparare dagli errori altrui ed entrare in contatto con persone in grado di aiutare.

2. Quali sono gli errori piu' comuni che gli imprenditori commettono?

Abbiamo recentemente scritto una guida ("40 schoolboy errors made by enterpreneurs"), che credo raccolga un sommario comprensivo di molti degli errori principali.

3. Il 2009 e' stato un anno brutale per l'economia inglese. Che opportunita' sono nate dalla recessione per imprenditori e startup in generale, e per startup web in particolare?

Puo' sembrare ripetitivo, ma non c'e' mai stato momento migliore per iniziare un business. Anche se gli investimenti sono difficili da ottenere, il costo di sviluppo dei siti e l'hosting e' sceso, e le startup web possono lavorare con relativamente poche spese. La chiave e' capire lo stato mentale su un particolare argomento, e seguire il buzz nei social network per rimanere al passo con le esigenze dei clienti, che cambiano sempre piu' in fretta.

4. Qualche settimana fa Google ha annunciato il loro piu' recente tentativo nel mondo social con il lancio di Buzz - salvo poi soffrire un disastro di PR quando e' diventato chiaro che non tutti vogliono "socializzare" con tutti i loro contatti mail. Dalla tua posizione di veterano online, come vedi la relazione tra i grossi social network come Facebook (oltre 350 milioni di utenti in tutto il mondo) e network di nicchia come Smarta?

I social network piu' grossi, con la loro semplicita', hanno svolto un ruolo importante nell'adozione di massa dei social media, introducendo le persone ai benefici e i vantaggi del social networking online. Facebook e Twitter hanno reso possibile una nuova forma di comunicazione. Ma, come abbiamo visto in altri settori del web, c'e' un punto naturale in cui le cose si frammentano. Se sei appassionato di golf, o di bands blues, o politica, vorrai interagire con una comunita' di persone che ha i tuoi stessi interessi, piuttosto che comunita' piu' ampie. Una differenza molto importante e' che i network piu' ampi vedono una sorta di meta-networking, dove si e' in contatto per essere in ocntatto, mentre i network verticali tendono ad essere guidati dai contenuti e gli argomenti - chi riesce a meglio facilitare la conversazione e il dibattito tra i membri avra' il maggior successo.

I network piu' larghi e quelli verticali vivranno in simbiosi. Al momento, la singola persona ha identita' varie su siti vari. Un trend fondamentale per il futuro sara' l'unione di queste identita' in un singolo, "portable" profilo che possa essere utilizzato sul web. Stiamo iniziando a vedere questo con Facebook Connect ad esempio. Le barriere per entrare nei network verticali continueranno ad abbattersi, agevolando cosi' l'accesso per sempre piu' utenti. Nello stesso tempo, i feed di ciascuno saranno piu' "robusti", rifletteranno meglio le rispettive partecipazioni nel web.

Kevin, grazie per il tuo tempo e i tuoi consigli. Dalla nostr aposizione di motore di ricerca verticale di nicchia, sappiamo bene di cosa parli. Per chiunque fosse interessato ad iniziare la propria attivita', vi consigliamo di consultare Smarta. Per saperne di piu', visitate il blog di Smarta o seguite smartahq su twitter.

Tra le interviste di Nestoria piu' recenti, Tiziano Fogliata, Stefano Bernardi, Alberto Nardelli

Tags  //  Le Interviste di Nestoria  
Comments (0)
Posted by Nestoria Italia 

Le Interviste di Nestoria - Tiziano Fogliata - Motoricerca

Prima intervista di questo 2010 appena iniziato. E' nostro opite in questa apertura del nuovo anno Tiziano Fogliata. Tiziano e' responsabile (insieme a Luca Conti) di Motoricerca, il principale blog italiano sul mondo dei motori di ricerca, e di GoogleWaveBlog, punto di riferimento in Italia per quanto riguarda Google Wave.

Tiziano, grazie per aver trovato il tempo per parlare con noi.

1) Parliamo di Motoricerca. Come e' nato e che scopo si prefigge?

Motoricerca, che ormai si avvicina al suo quinto compleanno, è nato dalla voglia di raccontare un ambito così interessante e dinamico come quello dei motori di ricerca. Nel corso degli anni poi, la tendenza di Google e di altri operatori a cimentarsi anche in altri settori, ha reso ancora più interessante seguire questo mondo che ormai non si limita più solo alla ricerca. Basta infatti pensare alle notizie di queste ultime settimane, come l'arrivo del primo telefonino di Google e gli attesi netbook basati sul sistema operativo Chrome OS.

2) Perche' e' importante dedicare un sito al mondo dei motori di ricerca? Che tipo di informazioni e' importante dare ai tuoi lettori e che cosa ti viene solitamente chiesto?

Anche in questo periodo nel quale si sente parlare quasi esclusivamente parlare di social network, i motori di ricerca sono ancora la porta di accesso principale ai contenuti della Rete. Nonostante il loro utilizzo a livello base sia ormai conosciuto da tutti è importante segnalare tutte le possibilità ed i nuovi servizi che vengono continuamente messi a disposizione degli utenti. L'anno scorso, ad esempio, Google ha lanciato Wave, una nuova piattaforma dedicata alla collaborazione in tempo reale. L'enorme interesse e le incredibili potenzialità di questa piattaforma mi hanno spinto a creare un nuovo blog a lui dedicato.

3) Come vedi la "scena" dei motori di ricerca italiani?

Se intendi i motori di ricerca generalisti, non vedo proprio alcuna scena, dato che i giochi si decidono sicuramente altrove e purtroppo non nel nostro Paese. In Italia poi, Google a parte, tutti gli altri motori di ricerca presentano quote di mercato veramente modeste e questo non stimola sicuramente l'ingresso di nuovi concorrenti. Sicuramente c'è ancora un notevole margine di miglioramento per quanto riguarda la qualità dei risultati di ricerca. Nel corso di questi ultimi anni però i numerosi tentativi falliti hanno dimostrato come non sia affatto facile anche solo avvicinarsi al livello qualitativo offerto dalla società di Mountain View. Basta ricordare ad esempio il caso di Cuil, presentato come rivoluzionario e poi sommerso dalle critiche e dalle risate al suo esordio.

4) Nestoria e' un motore di ricerca verticale concentrato sul mercato immobiliare. Che consigli ti senti di poterci dare per migliorarci?

Una delle caratteristiche che apprezzo maggiormente di Nestoria è la facilità d'uso unita alla possibilità di effettuare le ricerche in modalità differenti. Molto spesso infatti, capita che l'utente che effettua una ricerca non sappia bene cosa cercare ed è quindi opportuno fornirgli dei percorsi di navigazione differenti rispetto a moduli complessi che richiedono l'inserimento di vari parametri. Credo comunque che, aldilà delle funzionalità disponibili sul sito, sia sempre fondamentale tenere sotto controllo la qualità delle fonti per fornire sempre risultati rilevanti ed affidabili. Ragionando in quest'ottica sarebbe interessante poter disporre di un sistema di valutazione della qualità degli annunci, in modo da incorporare eventuali feedback degli utenti e incrementare il valore aggiunto del vostro servizio.

Tiziano, grazie per i tuoi preziosi consigli. Cerchiamo sempre di migliorare l'esperienza di ricerca dei nostri utenti, terremo siucuramente a mente i tuoi suggerimenti.

Tra le interviste di Nestoria piu' recenti, Stefano BernardiAlberto Nardelli, Lance Johnson

Tags  //  Le Interviste di Nestoria  
Comments (0)
Posted by Nestoria Italia 

Il 2009 di Nestoria - 1 - Le interviste

Amici di Nestoria,

Come ben sapete una "rubrica" cui teniamo molto e' "Le interviste di Nestoria". Cerchiamo sempre di proporre interviste pertinenti nei Paesi su cui operiamo (quindi potete vedere anche le interviste di Nestoria in inglese, spagnolo e tedesco) e abbiamo pensato, visto che quest'anno se ne sta andando, di proporvi un round-up delle interviste di questo nostro 2009. Ci accorgiamo come, pur all'interno della stessa rubrica, siamo andati ad affrontare temi cosi' diversi!

Media_httpfarm1static_jvwhe

Abbiamo iniziato con Federico Feroldi, di Cloudify, che ci ha detto la sua sul cloud computing, per poi passare a Carla Passino che ci ha parlato del mercato immobiliare italiano visto dall'estero, che e' una visione che purtroppo noi non siamo in grado di avere se non dall'esterno dato che proponiamo esclusivamente annunci immobiliari in Italia ed in Italiano.

Altro salto nel tech e nell'open source con Andy Allan ed il suo progetto OpenCycleMap, seguito dall'"unconventional technology" di Mikamai, di cui ci hanno parlato Ivan Vaghi e Lorenzo Grandi. Altro salto in un momdo completamente diverso con Lance Johnson che ci ha illuminato su mobile e mobile advertising.

Piu' di recente abbiamo avuto Alberto Nardelli, CEO di UnLtdWorld, network per imprenditori nel mondo del social, e Stefano Bernardi, di theStartup.eu.

Potete anche vedere un round-up delle nostre interviste dello scorso anno!

(immagine via Seven Morris su Flickr)

Tags  //  Le Interviste di Nestoria   News  
Comments (0)
Posted by Nestoria Italia 

Le Interviste di Nestoria - Stefano Bernardi - theStartup.eu

Amici Nestintervistatori,

Eccoci qui con un'altra intervista fresca fresca nella nostra serie. Ospite questo mese e' Stefano Bernardi, fondatore e editor di theStartup.eu, blog che si occupa di startup europee. Stefano scrive anche su TechCrunch, e lo potete seguire su twitter, il suo ID e' @stefanobernardi. Stefano, ti ringraziamo per il tuo contributo e per aver trovato il tempo di parlare con noi!

1) Parlaci di theStartup.eu. Come e' nato il progetto, e che scopi si prefigge?

theStartup.eu e' uno dei principali blog europei concentrati su startup, innovazione, venture capital e tecnologia in generale. E' nato nell'Aprile 2009, in seguito all'effettiva difficolta' che avevo riscontrato nel trovare informazioni su quanto stesse accadendo in Europa. C'erano gia' alcuni blog e altre pubblicazioni, ma ognuno si concentrava sul rispettivo Paese, oppure includeva notizie dagli USA. Ho sentito ce ne fosse il bisogno.

Ho ricevuto riscontri molto positivi poco dopo il lancio, con richieste di collaborazioni, preziosi consigli e un interesse generale nella scena tech europea.

2) Perche' non in Italiano?

Il sito non e' pensato per l'audience italiana, ne' per quella europea. E' piuttosto una maniera per informare i lettori in America, Asia e nel resto del mondo di quanto accade nel nostro continente. Da qui l'ovvia scelta dell'Inglese.

Spero sia allo stesso tempo uno stimolo per i professionisti italiani del mondo tech per imparare o migliorare il loro inglese. Ho notato miglioramenti significativi negli ultimi anni, ma non siamo ancora ai livelli svedesi od olandesi.

3) Come hai visto l'evoluzione della scena delle startup europee negli ultimi anni? Che tipo di compagnie vedi "funzionare" e quali no? Come credi che la recessione abbia influito su questo?

In Europa c'e' molto che bolle in pentola. Ci sono talmente tante nuove compagnie, progetti, iniziative che e' davvero difficile segurle singolarmente. Negli ultimi mesi sono stato in contatto con moltissime mini-startup sconosciute, e' davvero affascinante. L'unico problema e' che non le conosce nessuno.

Almeno una volta la settimana entro in contatto con una WOW-startup. Non ci sono "campi" o "tipi" che lavorano meglio o peggio, a mio parere dipende sempre dal team e dall'esecuzione. Ho visto diverse idee mediocri diventare grandi compagnie, e grandi idee venire sprecate. Devo ammettere che ci sono anche delle startup che non sono niente di che, ma che almeno ci provano. Miglioreranno, e magari diventeranno grandi compagnie nei prossimi anni.

La recessione potrebbe essere una situazione ideale per le startup. Il talento ha un costo basso, le forniture hanno costo basso, le infrastrutture sono praticamente gratis. E' praticamente il paradiso delle startup. Credo che vedremo la nascita del prossimo Sun, Google o Ebay in questo periodo

4) Che consigli ti senti di poterci dare qui a Nestoria nel tentativo di farci conoscere e riconoscere nei grandi mercati europei?

I mercati europei sono difficili. E' un fatto provato. Lingue, tradizioni, modi di vivere e pensare sono diversi da Paese a Paese. Le compagnie che cercano di entrare in mercati individuali devono avere piani specifici per ciascun Paese, e possibilmente lavorare con le diverse comunita' locali per ottenere feedback e consigli. Il consiglio generale che mi sento di poter dare e' cercare di andare global dall'inizio, ma mi rendo conto che per voi nello specifico questo non e' il caso.

E' questo il problema, e' molto difficile entrare nel mercato inglese con una compagnia italiana, ed il contrario e' ancora piu' difficile!

In bocca al lupo!

Stefano, ti ringraziamo per la tua analisi e ricambiamo con grande piacere l'in bocca al lupo per i tuoi progetti!

Tra le interviste di Nestoria piu' recenti, Alberto NardelliLance Johnson, Ivan Vaghi e Lorenzo Grandi

Tags  //  Le Interviste di Nestoria  
Comments (0)
Posted by Nestoria Italia 

Le Interviste di Nestoria - Alberto Nardelli - UnLtdWorld

Buongiorno Amici,

Eccoci tornati con un'intervista fresca fresca. Abbiamo con noi questa volta Alberto Nardelli. Alberto e' CEO di UnLtdWorld, un network che si focalizza sugli imprenditori impegnati nel settore social. Alberto, grazie per aver trovato il tempo di parlare con noi.

1) Che cos'e' UnLtdWorld? A chi si rivolge e quali vuoti vuole riempire?

UnLtdWorld e' una piattaforma per imprenditori impegnati nel social. Ha come scopo quello di creare una community d'imprenditori e di migliorare lo scambio di risorse, contatti e opportunita' di collaborazione tra coloro che sono impegnati nel social. Nel tempo UnLtdWorld vorra' anche lanciare strumenti per creare opportunita' di sostenimento e investimento nel mercato dell'imprenditoria sociale, e di sostenere coloro che fanno ricerche di mercato dirette a questa realta' specifica.

2) Perche' e' importante avere una piattaforma dedicata per social enterpreneurs?

L'imprenditoria sociale e' un mercato ben definito ed in costante crescita, che ha quindi bisogno di una piattaforma appositamente pensata per le esigenze e le dinamiche di questo mercato. A differenza di altri social network, che sono volti a migliorare il modo in cui scambiamo informazioni e manteniamo contatti con gente che gia' si conosce (ad esempio gli amici), UnLtdWorld e' pensato e creato specificatamente per generare valore per imprenditori impegnati nel social, ad esempio nell'aiutarli a scoprire contatti nuovi e rilevanti.

3) Credi possa essere proposto ed avere successo in Italia? Come vedi la situazione online italiana?

Credo che nel tempo anche in Italia emergera' un mercato tra il privato e le onlus, dove imprese ed imprenditori vedranno opportunita' sia nel generare profitto sia nell'avere un impatto positivo. Il modo tradizionale nel fare le cose ha mostrato i prorpi limiti, e con l'emergere di sempre piu' opportunita' nel sociale e nell'ambiente, credo che l'imprenditoria sociale sia una soluzione ed un'evoluzione naturale che risponde ad entrambe le esigenze - un sistema economico finanziario sostenibile e aziende che ragionano nel lungo periodo.

Credo che la situazione in Italia stia migliorando, ma spero di vedere sempre piu' imprenditori che avranno il coraggio di provare e realizzare le tante idee creative che hanno. Cio' che serve e' una maggiore valorizzazione dell'imprenditoria, piu' iniziative e riforme volte a supportare imprese nuovo e la figura dell'imprenditore, e una cultra che non vede il fallimento come dramma bensi' come passo necessario per creare realta' innovative.

4) Il settore immobiliare online e' poco social. Che margini di miglioramento vedi in questo senso, e che cosa potrebbe fare secondo te Nestoria?

Io ho da poco cambiato casa, ed ho usato diversi siti immobiliari. La maggior parte aggregano informazioni suddivise in modo "classico" (prezzo, quartiere, numero stanze ecc...), e la sfida sembra essere per l'aggregazione del piu' alto volume d'informazione possibile. Oltre all'elemento social, utile per catturare ad esempio l'esperienza di chi vive in un quartiere che stiamo esplorando, credo ci siano molte opportunita' di crescita e d'innovazione nell'immobiliare - ad esempio ricerche iper-locali - per via, o per tipologia di casa o di quartiere, oppure nel mobile. Sarebbe utile ad esempio se uno potesse trovarsi in una zona dove interessa comprare, e un servizio che riporta case in vendita su quella via.

Grazie Alberto ancora una volta per il tuo tempo e i tuoi consigli.

Potete seguire Alberto su Twitter: @albertonardelli

Tra le interviste di Nestoria piu' recenti, Lance JohnsonIvan Vaghi e Lorenzo Grandi, Andy Allan

Tags  //  Le Interviste di Nestoria  
Comments (0)
Posted by Nestoria Italia 

Le Interviste di Nestoria - Lance Johnson - Nokia Interactive Advertising

Per la nostra intervista di Maggio abbiamo il piacere di parlare con Lance Johnson, Global Head of Sales di Nokia Interactive Advertising. Nokia Interactive Advertising consente alle aziende di creare rapporti preziosi con gli oltre quattro miliardi di utenti mobile al mondo.

Spesso speaker a eventi del settore, Lance ha lavorato come consulente per numerose start-up prima di entrare in Nokia. In precedenza e' stato GM del Mobile Media per Yahoo!. Orignario del Colorado, è stato Fulbright Scholar in economia a Friburgo, in Germania.

Lance, grazie per aver parlato con noi.

1. L'unico settore che la recessione economica non sembra aver intaccato è l'innovazione nel mobile. Gli ultimi anni hanno visto un incredibile sviluppo, da pesi massimi tradizionali come Nokia, ma anche nuovi arrivati come Apple e Google. Per quelli di noi non nel settore, puoi riassumere brevemente l'attuale stato di cose nel mondo mobile?

I servizi sono realmente ciò che guida l'innovazione nei servizi mobili per il momento, con i dispositivi top end, ma anche a basso e medio raggio. Nokia ha un 37% di quota di mercato a livello globale e stiamo davvero cercando di creare servizi e contenuti appiccicoso che i consumatori, come l'amore che ci aiuta a rafforzare la nostra connessione per il consumatore. Questo è il motivo per cui abbiamo lanciato Ovi, che comprende servizi come Nokia Maps integrati nel dispositivo.

Se i servizi sono ciò che guida l'innovazione, la pubblicità è quello che guida di ricavi. Sempre più consumatori vogliono servizi per nulla (o a poco prezzo), e hanno grandi aspettative. Collegandoci con i marchi, possiamo garantire contenuti di qualità per i consumatori attraverso un business model sostenibile, collegando brands e consumatori che potrebbero essere interessati ai loro prodotti.

Quello che mi sembra interessante per la pubblicità mobile e per la pubblicità digitale, in generale, è che le linee tra la pubblicità e il buon servizio si stanno "sfocando". Quando una campagna pubblicitaria viene eseguita bene, può essere indistinguibile dalla comunicazione diretta con il cliente.

2. La pubblicità mobile è da tempo indicata come "the nex big thing". Che effetto potra' avere l'attuale clima economico? Quali sono alcune delle innovazioni che stai osservando (o addirittura sviluppando)?

L'industria pubblicitaria è senza dubbio in un anno difficile. La maggior parte degli analisti vede una contrazione nelle spese per la pubblicità a livelli di 15-25% per quest'anno. Il fatto che probabilmente i settori dell'interattivo e del mobile sono visti in crescita (anche se solo leggermente) testimonia la loro efficacia, e la crescente importanza del dispositivo mobile per il consumatore.

Una tecnologia che garantisca la rilevanza del marketing è fondamentale, non solo per migliori riscontri per le aziende, ma anche per il futuro della pubblicità. Viviamo in un mondo in cui il "rumore" da diversi media ha continuato a crescere. I media digitali possono invertire questa tendenza e mettere il consumatore in cabina di controllo. Se sei un'azienda che desidera mirare a una determinata fascia demografica, è necessario incontrare i consumatori sul loro territorio. La pubblicità mobile che utilizzi i dati geografici sarà molto interessante.

3. Qui a Nestoria amiamo tutto cio' che e' geografico. Nokia si e' recentemente tuffata a capofitto nella mappatura con l'acquisizione di NAVTEQ, importante provider di dati georeferenziati. Allo stesso modo abbiamo visto i grandi players online indirizzare le loro attenzioni sul settore location-based (Google Latitude o Yahoo! FireEagle, per citare solo alcuni esempi). Perché sono tutti cosi' interessati ai servizi geo-referenziati?

Nonostante i molti progressi che abbiamo fatto, in Nokia e come settore, crediamo fermamente che il mobile possa essere di gran lunga più utile. Sfruttando i dati basati sul comportamento passato, cosa piace ai tuoi amici, dove sei e dove sei stato, il dispositivo mobile diventerà ancora più utile ad anticipare le tue esigenze, a fornire servizi utili e, talvolta, brandizzare i messaggi per aiutarti sulla tua strada. Migliore la definizione degli obiettivi e dei risultati, più saranno i prezzi che gli inserzionisti saranno disposti a pagare. La location sarà la nostra attenzione principale nella seconda meta' del 2009 e lavoreremo a sempre più stretto contatto con NAVTEQ.

4. Quali possibilità offre lo spazio mobile  per un motore di ricerca verticale come Nestoria?

Credo che sia un'opportunità per differenziare l'offerta e innovare. In regioni come Nord America e in Europa, la convergenza e' molto importante. La penetrazione di PC e mobile sono estremamente alti. I consumatori usano servizi su telefoni cellulari e sui loro PC che dovrebbero offrire utili modi per collegare i due. Sia che si tratti di ricerca di una proprietà on-line su un PC e poi di passare al mobile o l'acquisizione di informazioni mentre in giro e poi rendere quelle informazioni utili, ci sono molte possibilita' di utilizzo. Queste idee non sono più sulla carta. La convergenza sta arrivando e il motori di ricerca verticali di successo si avvarranno delle caratteristiche uniche del mobile.

Grazie Lance! Si profilano tempi interessanti. Per chi fosse interessato a tenere il passo di Lance e la prima linea dell'innovazione mobile innovazione, seguitelo, è @lancej su Twitter.

Tra le interviste di Nestoria piu' recenti, Ivan Vaghi e Lorenzo GrandiAndy Allan, Carla Passino

Tags  //  Le Interviste di Nestoria  
Comments (0)
Posted by Nestoria Italia 

Le Interviste di Nestoria - Ivan Vaghi e Lorenzo Grandi - Mikamai

Amici di Nestoria, E' l'inizio di un nuovo mese, e come al solito e' momento per una nuova intervista. Questo mese vi presentiamo Ivan e Lorenzo, da Mikamai. Mikamai e' una compagnia impegnata in "unconventional technology": sono impegnati sui fronti del Social Web, tracking e consultancy, platform development e molto altro. Attivi nella comunita' italiana, potete anche seguire i ragazzi di Mikamai sul loro blog.

Ivan, Lorenzo, grazie per aver trovato il tempo di parlare con noi.

1) Parliamo di Social Web: come mai secondo voi e' cresciuto cosi' tanto e cosi' in fretta? E com'e' la situazione in Italia?

Il social web è cresciuto in Italia con il classico ritardo che caratterizza il nostro paese in ambito tecnologico. La diffusione dei social network - e della nuova generazione di applicazioni web - è legata alla maggiore diffusione della banda larga che ha portato a un maggiore utilizzo di Internet. Il cambiamento non è solo quantitativo, ma oltre un certo punto diviene qualitativo. La diffusione della banda larga e l'introduzione dei flat fee hanno portato a un uso quotidiano e quasi inconsapevole della Rete. Alla quotidianizzazione è associato un incremento di quasi tutti i principali siti/servizi. La maggiore attenzione da parte dei media ha giocato un ruolo importante.

In Italia, Facebook ha sdoganato l'uso dei social media rendendoli ubiqui quanto l'email. Prima dell'estate del 2007 Facebook era conosciuto solo dagli early adopter. Ora abbiamo comici che in prima serata fanno gag sull'interpretazione del relationship status di Facebook e che cosa significhi "it's complicated". Per i nuovi utenti l'email è diventata quasi irrilevante e le persone si ritrovano dopo una festa navigando il network sociale dei propri amici.

Alcuni numeri: è stato rilevato che sono iscritti più del 40% degli internauti sopra i 15 anni, con un tasso di crescita nell'ultimo anno del 1000% (mille!). Inoltre quasi il 30% della popolazione italiana (non dei soli internauti) lo ha visitato almeno una volta.

Il mercato ci è cambiato sotto gli occhi nel giro di sei mesi e ora tutti sono convinti che Facebook sia la fine dei social network, come a suo tempo si pensava di MySpace.

Noi osserviamo che Twitter, con il solito ritardo sistemico rispetto ai paesi anglofoni, sta lentamente ma decisamente prendendo piede, probabilmente andando a sottrarre la funzione di life-streaming da Facebook. Facebook rimarrà come il punto di raccolta e contatto delle comunità fisiche di amici e famiglia con Twitter che andrà ad erodere quella quota di persone che sono interessate a seguire lo status degli altri in tempo reale.

2) Siete molto attivi sul fronte della community. So che vi siete conosciuti a diversi eventi. Quanto e' importante per voi la community, sia online che offline?

Ivan: "Mikamai è stata fondata da tre persone: Giovanni Intini, Ivan Vaghi (aka Chiaroscuro nella comunità Rubyista) e Lorenzo Viscanti. Giovanni lavorava per una agenzia di sviluppo web, Medlar. Io lavoravo per una grande banca e Lorenzo per Wikio. Io e Giovanni lavoravamo spesso assieme a progetti open source sotto l'egida di Nimboo, un gruppo di sviluppatori fondato tempo prima con Bard (Massimiliano Mirra, creatore di Sameplace). L'aspetto di aggregazione offline di una community che si è conosciuta in rete è tuttora forte, dal momento che ogni mese partecipiamo e organizziamo eventi come Dorkbot, HackUp e Ruby Social Club. Posso dire che è stato fondamentale, dopo aver costruito la relazione online, incontrare dal vivo le persone. Prendere un treno, scomodarsi per andare a incontrarle, prendere una birra insieme al pub crea empatia, fiducia e coinvolgimento oltre al rispetto e alla conoscenza reciproca che già nasce online".

Giovanni: "Abbiamo incontrato Lorenzo ad uno degli incontri di Netwo, e galvanizzati da un discorso di Marco Palombi, fondatore di Splinder, abbiamo deciso di provare a costruire la nostra azienda. Nei sei mesi successivi abbiamo passato un sacco di tempo fantasticando e decidendo ciò che volevamo fare. Poi Ivan e Lorenzo hanno lasciato i loro lavori e poco dopo siamo partiti. Abbiamo avuto la fortuna di trovare un quarto cofondatore che ha fatto da incubatore, pagando per Mikamai il primo anno di affitto dei nostri uffici e dandoci i contatti iniziali per partire. Il resto è tanto duro lavoro e gente entusiasta che vuole lavorare con noi".

3) Perche' e' cosi' importante creare piattaforme dedicate al social web? Quali sono le necessita' che, magari, non ci sono per un sito "tradizionale"?

L'interazione tra utenti determina la permanenza su una piattaforma. Dunque conviene puntare sulle possibilità di interazione più che sui contenuti, dal momento che è la permanenza degli utenti che permette un ritorno economico. Il contenuto è essenziale per attrarre e mantenere i primi partecipanti, poi si deve investire nella creazione di un'atmosfera che porti la gente a ritornare. I social network sono come locali. Troppo vuoti e nessuno entra. Troppo pieni e passano subito di moda.

Non è detto che tutti i siti tradizionali debbano avere un social network, ma se l'azienda è interessata a mantenere un dialogo con le persone, o perlomeno a sfruttare gli elementi di viralità delle conversazioni in rete, dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di interfacciarsi con i social network generalisti esistenti. Ogni tentativo di catturare a forza l'utente con lunghi form di registrazione azienda-centrici è destinato a fallire, in favore del fornire strumenti che possano facilitare la comunicazione immediata e quasi inconsapevole delle persone.

Esistono poi business che meritano invece un proprio social network separato e di nicchia. Può trattarsi del focus su una tecnologia esclusiva (network basati sul video come il nostro altomic.com) oppure di una user base già esistente che ha interesse a spostarsi online mantenendo le proprie relazioni, come nel caso di fiere e convegni, aumentandole grazie a strumenti sociali. Altre volte si tratta semplicemente di esclusività e privacy. Non è detto che tutti vogliano il livello di visibilità pubblica dato da Facebook o Twitter, ma richiedono comunque alcuni fondamentali strumenti dei social media.

4) Quali potrebbero essere le potenzialita' "social" per il mercato immobiliare e per un motore di ricerca come Nestoria in particolare?

Non è poi difficile immaginare come un property finder possa individuare in tempo quasi reale le necessità di spostamento delle persone su Twitter. Una frase come "Hey, qualcuno sa di un monolocale in affitto a Milano?" può essere intercettata al volo. Altra questione il capire come trasformare questo in un lead senza un approccio invasivo nei confronti del potenziale cliente.

Più che potenzialità di comunicazione diretta ci interessano le modalità di geolocalizzazione, anche in relazione a servizi come Nestoria. Lo sviluppo del mobile, a partire dal capofila iPhone, permette di iniziare a lavorare su nuovi orizzonti - e molti di essi hanno scritto GPS sopra. Tutte queste potenziali novità possono poi essere sfruttate in ambito social. Informazioni su negozi, stile di vita, spesa media di una zona saranno disponibili a tutti. Sarà possibile quindi offrire servizi di aggregazione che funzioneranno come differenziatori nella scelta di un property finder.

Ivan, Lorenzo, grazie ancora per il vostro tempo e per le vostre analisi. In bocca al lupo e a presto!

Tra le interviste di Nestoria piu' recenti, Andy AllanCarla Passino, Federico Feroldi

Tags  //  Le Interviste di Nestoria  
Comments (0)
Posted by Nestoria Italia